L’addestramento militare per improvvisare

Scopri come la composizione può aiutarti a improvvisare meglio e come ho creato il mio addestramento militare per migliorare le improvvisazioni

L’addestramento militare per improvvisare

scritto da Luca Ridolfo

Un’estate di dieci anni fa, nei primi anni di studio in conservatorio, mi ero posto l’obiettivo di comporre 100 standard jazz. Contando i normali 3 mesi di vacanza estiva, significava uno al giorno in media.

Avendo un obiettivo cosi grande, mi semplificai la vita utilizzando griglie armoniche tratte da altri standard jazz.

Un momento… ma perché fare della musica un addestramento militare? Facciamo un passo indietro.

Perché scrivere tanti temi?

Volevo migliorare nell’improvvisazione. In particolare, volevo creare frasi con un minimo di senso melodico quando improvvisavo. Per raggiungere questo obiettivo, Stefano Onorati, mio docente allora di Pianoforte Jazz al Conservatorio di Rovigo, mi consigliò di scrivere tanta musica.

Ma perché proprio dei temi?

Scrivendo temi si impara moltissimo, molto più che usare note e scale giuste. Sì impara ad essere funzionali al tipo di musica che si suona, a capire cos’è la forma e lo sviluppo melodico.

I musicisti dei miei dischi preferiti avevano questi concetti ben radicati e riuscivano a renderle naturalmente nei propri soli. Volevo riuscirci anch’io.

Vediamo questi elementi nel dettaglio.

a) Essere funzionali al tipo di musica

Ho sempre cercato di rispondere a queste domande:

  • come far si che il mio solo suonasse come una continuazione del tema.
  • Come far si che ogni solo suonato sia caratteristico di quel brano che sto eseguendo.

Queste due domande a mio parere sono importantissime: mi permettono di riflettere sulla sonorità che voglio ricreare quando suono ad un concerto o in un disco. Voglio creare interesse nell’ascoltatore e non voglio annoiarlo con idee ripetute tra i vari brani.

In poche parole, bisogna rispondere a quella vaga domanda “Cosa vuoi comunicare con la tua musica?”.

b) Concetto di forma

Guardando una qualsiasi composizione, noterai che c’è un introduzione, uno sviluppo ed una fine. Io me ne sono reso conto suonando e leggendo vari tipi di partiture dei classici. La stessa idea possiamo trasporla anche nel nostro solo jazz. Quando iniziamo un solo dev’essere chiaro il suo inizio (che comunque è la continuazione del tema), il suo sviluppo e, in particolare la fine.

Personalmente, trovo quest’ultima la più difficile. È la prova del nove per vedere quanto sei chiaro musicalmente con gli altri membri del gruppo. Se tutti capiscono che quella era la fine senza doverlo comunicare a voce o a gesti, allora sei sulla strada giusta. Te lo dico fin da subito: sviluppare questo tipo di concetto mi ha richiesto anni di prove e riprove musicali.

c) Sviluppo tematico

L’improvvisazione è come un discorso. Le varie idee che vengono proposte devono essere sviluppate per far si che vi sia un senso all’interno di questo.

Ci sono svariati esercizi che puoi fare per sviluppare le idee, ed uno di questi è scrivere un tema cercando di utilizzare una o due cellule massimo. Queste cellule sono i frammenti che compongono la melodia. Un chiaro esempio di questo è la mia melodia che ho scritto per il mio brano “Pel Carrer”. Ho preso una cellula e l’ho sviluppata per tutto il brano. Qui sotto ti riporto la sezione A, giusto per farti un breve esempio… e ascolta come Enrico Giulianini al sax tenore interpreta magistralmente il tema.

Puoi fare questa cosa qui sia scrivendo i tuoi brani, sia per studiare e migliorare le tue improvvisazioni. Prendi una cellula e vedi come la puoi riutilizzare.

pel carrer lead sheet

“Luca,non mi hai risposto a una domanda… 100 temi, non ti pare esagerato?”

Devo essere sincero con te, quello che cercavo di fare non erano capolavori di musica. Infatti, di questi 100 temi scritti ne avrò tenuti 2 come buoni, tutto il resto è stato buttato via. Come ha detto Kenny Werner in una sua masterclass, la cosa importante è mettersi li a scrivere senza dover per forza aspettarsi un risultato.

“eh, ma allora se li hai buttati via, cosa serve averlo fatto?”

E’ una palestra! Hai bisogno di costante allenamento e i risultati si vedono dopo un po’ di tempo speso. Non c’è nulla di immediato!

In Conclusione

Se vuoi migliorare nelle tue improvvisazioni… scrivi temi!

Come hai visto nell’articolo di oggi, comporre nuova musica è importante per tutta una serie di motivi.

Volevo farti notare una cosa. Per scrivere 60 secondi di musica possiamo spendere 60 giorni, ma improvvisare 60 secondi di musica equivale a suonare per 60 secondi. Più riusciamo a scrivere veloce, e più ci avviciniamo alla velocità alla quale riusciamo a improvvisare idee solide. Citando una frase di Fred Hersch, che puoi trovare in questo articolo: “So I was composing as close as possible to the speed of improvising – and the deadline meant that I didn’t have forever to wait around for divine inspiration to descend from the heavens. I just used whatever came first and worked it out from there.”(Traduzione: Stavo componendo il più vicino possible alla velocità dell’improvvisazione – e avendo una scadenza non dovevo aspettare per sempre che l’ispirazione divina scendesse dal cielo. Ho utilizzato qualsiasi cosa mi venisse per prima e ho lavorato da li.)

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Luca Ridolfo è un pianista jazz italiano, attivo nella didattica da più di dieci anni.  Con pianofortejazz.it vuole rendere lo studio del Jazz alla portata di tutti con contenuti chiari e pratici.
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