lead sheet sbagliate

Perché tutte le lead sheet sono sbagliate?

scritto da Luca Ridolfo

Chiunque abbia un po’ di pratica con gli standard jazz, almeno una volta avrà sicuramente imparato qualche brano con il famoso Real Book, ovvero una raccolta di vari Standard Jazz.

Sebbene siano comodi da avere, presentano tutta una serie di problemi che è bene tu conosca. Per capire bene di cosa si tratta, andiamo a capirne la storia e la natura di questi Real Book.

Un po’ di storia...

Il The Real Book nasce negli anni 70 da una compilation di varie lead sheet scritte dagli studenti della Berklee, circolando tra gli studenti in maniera “poco legale”.

Essendo di loro natura “studentesca” è chiaro che la qualità di queste parti sia stata carente. Con le varie edizioni, specie con le ultime The New Real Book, sono state apportate correzioni ad eventuali errori. Si narrano varie leggende riguardo a questi errori, una tra queste è quella di aver volutamente inserito dei “difetti” nelle varie leadsheet in modo da non aver problemi riguardo i diritti d’autore.

Essendo quest’ultima edizione legale, gli autori hanno ripulito vari errori e aggiunto maggiori dettagli nei vari spartiti.

Anche a proposito di questi, c’è qualcosa che devi sapere.

Cos’è una lead sheet?

La lead sheet presenta la linea melodica del tema e gli accordi principali sulla quale si regge. Niente più, niente meno. Se non hai ben presente di cosa stia parlando, vai su Google Immagini e cerca la parola “Real Book”. A parte la copertine di varie edizioni, potrai vedere come sono impostate queste lead sheet.

realbook schermata google

Ti voglio far notare una cosa.

Queste lead sheet sono una semplificazione. Sono semplicemente delle linee guida per poter improvvisarci sopra. Pertanto dev’essere considerata come tale, magari per aiutarti a ricordare un pezzo, ma non come una cosa a cui attenerti rigidamente. Non appena suonerai con vari musicisti, scoprirai che ognuno ha le sue preferenze in termini armonico-melodiche prese da varie versioni dello stesso standard.

Infatti, scoprirai che…

Ogni versione è diversa!

Se ascolti i dischi dei grandi, scoprirai come ogni musicista dia la sua visione dello standard, apportando modifiche ed aggiunte a questo. Se sei già iscritto al materiale gratuito di PianoforteJazz.it, sicuramente l’avrai notato. Nei miei tutorial propongo varie versioni dello standard proprio per farti vedere le varie soluzioni. Sono infatti queste che rendono un musicista originale. E’ la loro visione artistica di come dovrebbe suonare una certa cosa o un certo brano.

Pertanto, specie se suonerai con musicisti che non conosci in una jam session, noterai che qualcuno opterà per soluzioni diverse dalle tue, magari prese da un altro disco di riferimento.  Sta a te conoscere le varie versioni e a saper essere in grado di riconoscerle mentre suoni.

Crea il tuo real book personale

Il consiglio che solitamente do ai miei allievi è quello di crearsi un real book personale. Non  è importante di quanti standard sia composto questo, quanto di come questo sia dettagliato e utilizzabile come spunto per lavori futuri.

Quello che io faccio è trascrivermi il tema a grandi linee, cercando di essere fedele a quello che il pianista suona in termine di armonia, ma non nota per nota. In questo modo mi semplifico il processo di trascrizione, trascrivo quello che mi interessa e provo a fare una versione mia personale. In questo modo ci metto del mio nella musica e non suona come una autentica scopiazzatura.

Cosa fare se inizi da zero e hai zero orecchio?

In primis potresti creare il tuo real book trascrivendo solamente come vengono eseguite le melodie. Trovi 2-3 versioni dello stesso standard e scrivi la melodia.

In un secondo momento, puoi sentire che movimento fa il basso e lo semplifichi, in modo che questo venga usato come punto di riferimento per poi riempire l’accordo.

In più, ti ripeto, puoi sempre iscriverti al materiale gratuito di PianoforteJazz.it. Li trovi tutto questo lavoro fatto per te! Più semplice di cosi non esiste!

In Conclusione

Considera la lead sheet come un aiuto in più per darti una vaga idea di come suona un pezzo che vuoi studiare.  La cosa importante è che tu prenda come punto di riferimento le registrazioni dei grandi e confronti queste con la lead sheet. Poi la fai tua, seguendo il mio approccio descritto nell’articolo.

Luca Ridolfo è un pianista jazz italiano, attivo nella didattica da più di dieci anni. 

Con pianofortejazz.it vuole rendere lo studio del Jazz alla portata di tutti con contenuti chiari e pratici

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