studiare 5 passi

Come studiare uno standard jazz in 5 passi.

scritto da Luca Ridolfo

Noi pianisti abbiamo un problema: dobbiamo saper fare un sacco di cose. Tutte perfettamente. Dobbiamo saper improvvisare, saper accompagnare, dobbiamo saper esporre un tema e molto altro. Per farlo ad un buon livello, abbiamo bisogno di tempo. Siccome non hanno ancora inventato le giornate da 48 ore, volevo mostrarti il mio approccio in cinque passi. In questo modo riuscirai a lavorare su vari aspetti pianistici, senza perderti nel marasma di cose da studiare ed ottimizzando il tuo tempo.

Quello che vedrai è adatto soprattutto per chi inizia, in quanto lavoreremo solamente con il materiale tematico. Come vedrai, ho lasciato fuori tutto quanto riguarda l’aspetto dell’improvvisazione. Perché? Come ho scritto in questo articolo, normalmente un pianista di jazz passa più tempo ad accompagnare più che a improvvisare.

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto gli standard jazz, le lead sheet e come affrontarle (se non l’hai letto, ti invito a farlo cliccando qui). Darò quindi per scontato che tu abbia già ascoltato varie versioni di uno standard a tua scelta. Andiamo a vedere come studiarlo attraverso il mio processo in cinque step.

Passo n. 1: Il tema

Sopra il disco, proviamo a suonare solamente il tema, meglio se a due mani raddoppiandolo ad ottava. Questo passo è fondamentale: ti permetterà di prendere confidenza con il tema ed affrontare una serie di  problematiche legate alla tecnica. Probabilmente ti sembrerà semplice con una “song”; lo sarà meno nel caso tu stessi studiando un tema bebop. Bud Powell esegue il tema di Anthropology a due mani raddoppiandolo ad ottava.

Passo n. 2: Il tema armonizzato nel registro centrale del pianoforte

Il tema, suonato dalla mano destra nella registro centrale del pianoforte, viene armonizzato. Come nei video che trovi in PianoforteJazz.it nell’area riservata agli iscritti (iscriviti qui), puoi per prima cosa armonizzarli a 4 e a 5 parti reali. In questo modo ti autolimiti ed elimini tutto il superfluo. Specie agli inizi, è molto importante fissare dei paletti nello studio. Quello che solitamente fanno gli studenti di Jazz è fare più note possibili,  sia improvvisando che armonizzando. Invece, il miglior modo per imparare è di costruire pezzo per pezzo, partendo da un’armonizzazione semplice a quattro voci. Successivamente, puoi aggiungere voicings a più note, sempre in questo registro. Brubeck suona nella parte centrale del pianoforte mentre esegue il tema di “In Your Own Sweet Way” nel video qui sotto. Chiaramente la sua esecuzione è da intendersi come “punto d’arrivo” in questo step. 

Passo n. 3: tema armonizzato nel registro medio-alto del pianoforte

A questo punto collocheremo il tema nel registro medio acuto del pianoforte. In altre parole, trasporta il tema scritto nella lead sheet di un’ottava più alta, per poi armonizzarlo. Perché fare questo? In questo modo sei forzato ad usare altri tipi di voicings, in particolare i rootless voicings, facendoti ottenere una tavolozza più ricca di sonorità al pianoforte. Questo passo qui l’ho imparato studiando qui in Olanda con un mio ex-insegnante di Piano Jazz, Juraj Stanik. Ascolta nell’esempio che riporto qui sotto il tema di If You Could See Me Now eseguito da Bill Evans e come lavora sul registro medio acuto del piano. 

Passo n. 4: Approccia, dove possibile, ogni accordo con il suo quinto.

Mentre armonizzi il tema, approccia ogni accordo utilizzando il suo quinto o la sua sostituzione del tritono. In questo modo arricchisci il tema di sonorità e aggiungi del movimento all’andamento armonico del brano. C’è una cosa ancora più importante che capirai facendo questo esercizio qui. Capirai la differenza che c’è tra uno studente alle prime armi e il pianista jazz professionista (se cosi si può dire). Il secondo, a differenza del primo, considera gli accordi scritti nella lead sheet come materiale di partenza, uno spunto sul quale costruire nuove progressioni. Già soltanto aggiungendo un quinto, capirai questo concetto importantissimo per il tuo sviluppo al pianoforte.

Passo n. 5: Crea un comping per il tema

A questo punto, è importante non solo che tu sappia eseguire il tema, ma anche che tu lo sappia accompagnare. Avendo già lavorato sull’armonizzazione del tema, creare un accompagnamento risulta un po’ più semplice in quanto puoi prendere spunto da questa. Puoi mescolare le due armonizzazioni sulle due tessiture (passo 2 e 3) e aggiungere del materiale per collegarle. Puoi veramente sbizzarrirti. In più, ho già parlato a proposito di comping in un altro articolo. Lo puoi leggere qui.

Tirando le somme...

Affrontando ogni brano in questo modo riuscirai a costruirti un buon bagaglio di “strumenti” utili per suonare nelle più svariate occasioni. Infatti, ogni pianista deve essere pronto a suonare:

  1. Da solo
  2. In duo
  3. In trio
  4. In quartetto, o più.
 

Con questo approccio allo studio di uno standard, copri tutte le formazioni. Infatti, nel caso del piano solo, andrai a usare tutti e 5 i passi, amalgamandoli come più ti piace. In duo, è bene che tu sappia avere grande creatività nei voicings nelle varie parti della tastiera. In trio, il più delle volte sarai tu pianista a suonare il tema. In questo modo lo potrai suonare come visto nel passo numero 1, oppure armonizzandolo nella parte alta. In quartetto, il più delle volte dovrai accompagnare. Avendo questo grande bagaglio di voicings, saprai accompagnare senza problemi.

Se vuoi approfondire di più l’argomento riguardante i voicings, ti consiglio di leggere questo articolo che ho pubblicato.

In Conclusione

Con questo articolo hai appena scoperto un approccio immediato per studiare  uno standard jazz in maniera semplice ed efficace. In soli 5 passi è possibile coprire un buon numero di argomenti, variando la tua routine di studio. Prima di concludere questo articolo, voglio condividere con te un ultimo consiglio. Se trovi difficile fare tutto questo in maniera estemporanea, sentiti libero di appuntarti alcune soluzioni, specie nei voicings. Probabilmente ti imbatterai in qualcosa di nuovo, un voicing per esempio. Appuntatelo e prenditi il tuo tempo per studiarlo.

Luca Ridolfo è un pianista jazz italiano, attivo nella didattica da più di dieci anni. 

Con pianofortejazz.it vuole rendere lo studio del Jazz alla portata di tutti con contenuti chiari e pratici

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