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Impara come Chick Corea!

scritto da Luca Ridolfo

Fin da piccolo, mi è stato difficile imparare nuovi brani a memoria. Per quanto ripetessi il brano, c’era sempre qualcosa che non riuscivo a ricordare.

Proprio per questo motivo, probabilmente non sono la miglior persona per scrivere l’articolo di oggi. Nel corso del tempo, però, ho appreso dei trucchi che facilitano la memorizzazione di un brano. In questo articolo vedremo come li puoi applicare ai tuoi standard Jazz preferiti.

C’è da fare una premessa. Prima di vedere come fare il tutto nella pratica, Chick Corea fa notare un concetto importante in un suo video che potete trovare su YouTube.  Andiamo a vedere cosa dice…

Cosa ne pensa Chick

Se ancora non hai visto questo video, prenditi due minuti e guardalo qui sotto.

Sintetizzando, Chick sottolinea la differenza tra imparare a memoria e conoscere un brano.  Nel primo caso, infatti, si crea una sorta di fotografia mentale della lead sheet, con melodia e accordi. Questo, però, non significa conoscere veramente un brano. In altre parole, la differenza tra leggere uno spartito e averlo a mente sta nel dove “risiede” la parte scritta. Nel primo caso, sul tuo leggio – nel secondo caso, nella tua mente.

Sapere un brano, invece, significa averlo interiorizzato a tal punto da non pensare più agli accordi (o quant’altro) mentre suoniamo. Lo avremo talmente ben sedimentato nella nostra mente che ci verrà istintivo eseguirlo.

Sembra banale questo tipo di ragionamento ma è importantissimo che tu sappia questa differenza. Pensando in questo modo, approccerai l’apprendimento di un brano in un modo completamente diverso.  Andiamo a vedere come…

Come interiorizzare REALMENTE un brano?

Nello stesso video, Chick Corea sottolinea il fatto di ripetere più e più volte il brano.

“Eh,Luca… grazie al piffero, non serviva Corea per capirlo…”

E’ vero – non c’è niente di realmente geniale in questo. C’è però una cosa detta e non detta in questo concetto. Il fatto di ripetere implica un investimento in tempo ed energie (mentali).

E’ bene capire,però, come spendere questo tempo. Infatti, se tu stampi la parte e la ripeti leggendo non otterrai grossi risultati. Quello che noi abbiamo bisogno è un approccio vario che affronti lo stesso standard sotto diversi punti di vista

Andiamo a vedere come…

1) impara il brano direttamente dal disco

No, non prendere carta e matita. Non devi trascrivere niente.  Quello che devi fare è imparare il brano ripetendolo sopra una versione audio.  Parti dalla melodia per poi passare alla linea del basso. Come ultima cosa, poi, ricava gli accordi. Sforzati e non demordere!

Come detto prima, spendici del tempo studiando in questo modo! Ripeti più e più volte la melodia e gli altri elementi. Datti del tempo, senza preoccuparti troppo.

Per fare questo puoi aiutarti con software tipo Transcribe!. Questo programma ti aiuterà ad isolare la sezione A e metterla in loop, per esempio. Affronta il tutto passo a passo – rallenta l’audio se hai bisogno. Non strafare!

Se dopo aver fatto questo ancora non ti è chiaro qualcosa, allora puoi guardare il tuo Real Book. Quando hai trovato la soluzione, provala sopra al disco e ascolta il risultato.

La parola chiave qui è: FAMILIARITA’. Questo è uno dei modi per acquisirla. Una volta interiorizzato… vai al secondo punto.

2) Affronta lo standard in vari modi

In un articolo precedente, abbiamo visto i cinque modi per studiare uno standard jazz. Se non ti ricordi o non l’hai ancora fatto, lo puoi leggere cliccando qui. Dopo aver interiorizzato il brano seguendo il punto numero 1, quello che devi fare è suonarlo in piano solo, duo, trio ecc. In altre parole, devi sapere la melodia (già imparata al punto 1), saper armonizzare il tema e saper accompagnarlo. Tutto questo lo trovi spiegato meglio nell’articolo sopra citato.

Anche qui, non voler strafare! Datti del tempo e segui il tuo ritmo.

3) Trasporta lo standard

Questo consiglio è un classico. Agli inizi è complicato trasportare al momento un brano, specie se armonicamente complesso. Si tratta solo di aver pazienza e provare più volte.

Ci sono alcuni suggerimenti che possono aiutarti a trasportare un brano in un’altra tonalità:

  • Isola varie sezioni e ripetile – chiaro, no?
  • Trasporta il brano in tonalità vicine a quella originale
  • Per rendere il tutto più divertente, trova delle versioni cantate di questo standard. Molto probabilmente, la tonalità sarà diversa da quella a cui sei abituato. Specie se queste versioni hanno un accompagnamento pianistico, ti sarà più facile trasportare seguendo quanto suonato dal pianista.
 

Come tante altre, anche questa è un’abilità che dev’essere coltivata con il tempo.

4) Suonalo!

Alle jam o con i tuoi amici, suona questi brani! Solo cosi riuscirai a consolidare quanto fatto nelle varie sessioni di studio. Suonalo in vari stili, varia il tempo… sii creativo!

Anche dopo aver fatto questo “training”, probabilmente ti capiteranno dei vuoti di memoria. E’ normalissimo e fa parte del gioco. E’ tutta esperienza che consoliderà meglio lo standard nella tua mente.

In Conclusione

Interiorizzare un brano richiede diversi tipi di approccio e, soprattutto, di tempo da dedicarci. I vari passaggi elencati in questo articolo possono sembrare molti e potrebbero spaventare chi è alle prime armi. La cosa importante qui è di non voler strafare (per esempio, volendo imparare 100 brani in una settimana). Inizia con poco, inizia lentamente – non è una gara. Chiunque abbia un vasto repertorio a memoria ha speso moltissimo tempo su ogni brano.   

Seguendo i punti visti in questo articolo acquisirai familiarità con il brano e riuscirai a suonarlo in maniera istintiva. Da quel punto li, potrai concentrarti su altri dettagli mentre suoni… ed è li che viene il bello!   

Luca Ridolfo è un pianista jazz italiano, attivo nella didattica da più di dieci anni. 

Con pianofortejazz.it vuole rendere lo studio del Jazz alla portata di tutti con contenuti chiari e pratici

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