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Ritmo! Istruzioni per l'uso

scritto da Luca Ridolfo

“Luca, fino ad ora hai parlato sempre di armonia, di frasi, di improvvisazioni e di metodo di studio… non è che mi potresti dire qualcosa sul ritmo?”

 

Il ritmo è un concetto importantissimo non solo nel Jazz, ma in tutti i tipi di musica.

Eh si, hai pensato proprio bene – anche in classica, dove sembra “venire meno”.

Rimanendo nell’ambito jazzistico, ci sono dei concetti fondamentali che ogni musicista dovrebbe conoscere per migliorare il proprio modo di suonare. 

Il ritmo lo crei tu.

Sebbene questo l’abbia già scritto in uno post precedente… repetita iuvant. Il ritmo non è un qualcosa di esterno al tuo modo di suonare, per esempio il tempo scandito dal metronomo, bensì è parte del tuo modo di suonare. Questo significa che il ritmo lo crei con il tuo modo di pronunciare le frasi, di porre gli accenti e con la tua tecnica al pianoforte. 

Questo concetto è valido non solo per i pianisti, ma anche per gli altri strumenti. Ciò comporta che, quando suoni insieme agli altri, ognuno apporti qualcosa a questo ritmo. E’ questo l’elemento molto vivo nel linguaggio jazzistico: il concetto di sovrapposizione di frasi ritmiche. Ne avevo parlato in questo articolo

Quanto scritto finora può sembrare tutto molto semplice, ma in realtà richiede varie abilità quali:

 

  • la creazione di un proprio linguaggio ritmico
  • una percezione “profonda” del ritmo
  • una visione di insieme del gruppo
  • Lo sviluppo tecnico al pianoforte
 

In questo articolo parleremo dei primi due punti, in particolare della percezione ritmica. Riguardo alla tecnica ne abbiamo già parlato in questo altro articolo (consigliato se questa significhi per te studiare l’Hanon). 

"Rhythmic pile"

Dizzy Gillespie spiegò a Mike Longo, suo pianista negli anni settanta, che il ritmo nel jazz, così come nelle musiche di tradizione Africana, viene concepito come un insieme di frasi ritmiche

In particolare, Mike spiega semplificando che un metro come il 4/4 non solo viene visto come tale ma anche come un 12/8. Questo 12/8 può essere visto anche come un ¾. Ti riporto un piccolo grafico per farti capire meglio cosa intendo.

Per i più esperti, è chiaro come il 12/8 e il ¾ possano essere delle terzine composte da vari valori. 

Pensando in questo modo, possiamo far partire una frase di 12/8 partendo da un punto diverso. Guarda l’esempio qui sotto. 

Avremo cosi come risultato musicale una serie di accenti diversi in ogni ottavo. 

Sebbene il ragionamento possa sembrare da intelletualoide, ti voglio mostrare due video più pratici di Efrain Toro. Nel primo mostra come lo swing sia composto da gruppi di 3 e 2.

Nel secondo mostra la natura “armonica” del ritmo (ovvero la sovrapposizione di più frasi ritmiche), in questo caso passando da Samba a Swing. 

Come hai visto nei video qui sopra, il passo importante lo si compie quando si incorpora questo modo di pensare nel proprio playing, rendendolo naturale. Solo così potrai rendere il tuo ritmo preciso ed interessante. Ci sono vari modi per sviluppare questo tipo di sensibilità. Te ne elenco alcuni…

Esercizi per lo sviluppo della sensibilità.

Abbiamo visto che la differenza tra un novizio e uno strumentista esperto è come percepisce il ritmo. L’esempio di Efrain Toro è una chiara dimostrazione di maturità ritmica.

Per sviluppare questa sensibilità esistono vari tipi di esercizi che puoi fare:

 

  • Impostare il metronomo con il click su accenti diversi. Il più semplice e comune è il mettere il click sul due e su quattro. La stessa cosa può essere fatta su diversi punti della terzina e cosi via dicendo. 
  • Praticare lo standard non solo con uno swing feeling, ma anche su un afro 12/8 oppure su vari ritmi latin. Puoi fare questo con dei musicisti o con delle backing tracks
  • Praticare, in generale, vari generi musicali. 

Lavorando in questo modo acquisirai un ritmo più solido e anche un fraseggio e un comping più interessante.

In Conclusione

Oggi abbiamo visto come il ritmo nel jazz possieda svariate sfaccettature. A riguardo si potrebbero scrivere svariati libri. 

Quanto visto nell’articolo, però, è di fondamentale importanza per migliorare il nostro modo di suonare. Senza aver capito questo concetto infatti il nostro modo di suonare risulterebbe sempre impreciso e poco creativo. Ora sta a te praticare seguendo le mie linee guida proposte. 

Luca Ridolfo è un pianista jazz italiano, attivo nella didattica da più di dieci anni. 

Con pianofortejazz.it vuole rendere lo studio del Jazz alla portata di tutti con contenuti chiari e pratici

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