Studiare Jazz: cosa, come e quanto.

Vuoi sapere quanto tempo hai bisogno per studiare Jazz? Anche se hai 10 minuti, ti mostrerò come anche tu puoi iniziare a studiare Jazz...

Studiare Jazz: cosa, come e quanto.

scritto da Luca Ridolfo

Sia che tu sia agli inizi o ad uno stadio più “avanzato” dello studio del jazz, è bene che tu sappia come studiare jazz per evitare errori, specie se hai poco tempo per studiare.

Prima però, prenditi due minuti per leggere questa email che Filippo, un lettore dei miei articoli sul blog di PianoforteJazz.it, mi ha mandato qualche giorno fa. Te la copio qui sotto.

"il problema per me è proprio trovarlo il tempo, dare priorità allo studio, lasciare altre cose. per esempio l'idea di ascoltare il jazz è perfetta, ma lo devi ascoltare per capirlo, non basta mettere le cuffiette a andare a correre pensando ad altro. Io fatico ancora a capire una semplice progressione II-V-I se non sto concentrato a seguire il brano. e poi l'idea di imparare gli standard ad orecchio, senza spartito o real book è meravigliosa, ma quanto tempo ci vuole? se segui un video-tutorial capisci la progressione armonica in mezz'ora e magari impari a riprodurla in un paio d'ore, se devo tirarla giù ad orecchio, riuscire a dare un senso e trasporla... ci metto 6 mesi solo per Autumn leaves. Ho scritto queste cose non per fare polemica, ci mancherebbe, ma per me è ovvio che l'unico obiettivo raggiungibile è quello di riuscire a suonicchiare qualcosa seguendo gli accordi su un Real Book. suonare il jazz senza uno studio accompagnato da un professionista e con un approccio metodico e continuativo... è una chimera. "

Questo non è solo un problema di Filippo ma anche di molti principianti che si approcciano al mondo del pianoforte jazz. Pertanto, se anche tu ti senti nella stessa situazione di Filippo, allora questo articolo fa per te. In questo ti mostrerò il giusto mindset per iniziare con il piede giusto a suonare il pianoforte jazz.

Studiare Jazz: dove sta il problema.

Senza ombra di dubbio il jazz è un genere complicato – su questo possiamo essere tutti d’accordo. Come se non bastasse, molto spesso i principianti vogliono imparare concetti difficili o che richiedono una discreta esperienza alle spalle.

Il voler riconoscere tutte le progressioni accordali di “Autumn Leaves”, citando l’esempio di Filippo, è molto difficile qualora non si abbia già una discreta familiarità con le progressioni accordali più semplici, senza considerare gli altri aspetti del pianoforte jazz. Essendo questi numerosi, la mole di studio e di “overload” di informazioni da considerare è veramente grande. Ne ho parlato a proposito nel video qui sotto.

Il problema più grande, però, è volere ottenere velocemente risultati che richiedono una lunga preparazione alle spalle. Infatti, molte persone non si rendono conto della mole di lavoro che i pianisti esperti hanno alle spalle. E’ questo che gli permette di suonare tutto in maniera fluida, senza neanche doverci pensare.

Questo è il problema più grande che mi trovo ad affrontare come insegnante di pianoforte jazz: l’impazienza nell’ottenere risultati.

Ci sono però delle strategie che sicuramente possono aiutarti durante il tuo percorso jazzistico e che ti illustrerò nel corso di questo articolo. Prosegui nella lettura per scoprirle.

Studiare Jazz: come iniziare?

Devi strutturare il tuo percorso passo-passo per comprendere i concetti in modo semplice ed immediato nel caso tu inizi da zero.

Fare questo è molto difficile se non sei seguito da un insegnante.

C’è una cosa, però, che puoi fare da solo: trovare un tuo pianista di riferimento. Scegli quello che ti piace di più. In questo modo avrai un punto di riferimento, un tipo di sonorità che vorresti raggiungere almeno agli inizi. Attenzione! A noi non ci interessa diventare una copia identica, bensi ci serve fare questo per avere un’idea chiara del sound che vorremmo ottenere.

“Ma a me piacciono più pianisti!”. Benissimo! Di questi prendine uno, quello che ti ispira di più. In questo modo ti focalizzerai solo su questo e sulle sue sonorità, senza saltare di palo in frasca. Questo punto di riferimento ti sarà d’aiuto per avere un punto di partenza iniziale. Successivamente potrai integrare altre idee ed artisti.

Dopo aver scelto l’artista di riferimento, ascolta la sua musica e prova a copiare qualcosa del suo modo di suonare: un ritmo, una frase, un accordo… qualsiasi cosa. Quello che è importante fare, specie se sei agli inizi, è vedere fino a che livello il tuo orecchio si può spingere. Non è importante copiarlo per filo e per segno. Con questo tipo di allenamento affinerai il tuo orecchio, dandoti cosi modo di migliorarlo per andare sempre più nel dettaglio.

Nel mentre fai questo tipo di lavoro, puoi approfondire i vari argomenti di teoria e di armonia in modo da dare una giustificazione a quello che hai imparato ad orecchio.

Prova a capire le prime progressioni, come funzionano e, più importante, come queste suonino. Stessa cosa per triadi e tetradi.

Come “caso studio” ti voglio fare l’esempio di Frank, un mio studente di pianoforte, e di come abbia passato il primo anno ad interiorizzare le varie tetradi utilizzate nel jazz. “Un anno? ma è tantissimo!!!” . Eppure, lui adesso può considerare chiuso il capitolo delle tetradi, proprio perchè le può suonare senza pensarci. Considera, però, che lui ha iniziato da poco a suonare il pianoforte dopo vari anni di flauto barocco. Puoi ben intuire che, se hai già una discreta pratica al pianoforte, puoi ottenere lo stesso risultato in minor tempo. La cosa più importante è arrivare ad un livello in cui hai interiorizzato un certo concetto nel tuo modo di suonare, senza preoccuparsi del tempo necessario per ottenere questo. E’ solo in questo modo che si possono ottenere risultati duraturi nel tempo.

Ci sono, però, altre cose che devi studiare per poter accelerare il tuo apprendimento nel mondo del pianoforte Jazz. Andiamo a vedere questi nel prossimo paragrafo.

Studiare Jazz: cosa studiare?

Sebbene abbia già discusso su come iniziare a studiare il pianoforte Jazz in molti degli articoli del blog di PianoforteJazz.it, voglio riassumerti nell’elenco qui sotto gli argomenti iniziali che devi assolutamente affrontare all’inizio. Questi sono:

  • I temi bebop
  • Triadi e Tetradi
  • Alcune improvvisazioni (che ti piacciono) del tuo pianista preferito

Questi sono solamente 3 dei molti argomenti che bisogna studiare. La cosa importante agli inizi è quella di tenersi semplice e di non voler studiare 700 cose contemporaneamente. E’ solo in questo modo che otterrai dei risultati.

Come faccio a studiare questi?

Nella serie YouTube “studia con me – i temi Bebop” puoi studiare una decina di temi Bebop in varie tonalità posso-passo seguendo le mie istruzioni. Perché fare questo? In questo modo avrai la possibilità di prendere pratica con il linguaggio Bebop. Questo ti servirà non solo per suonare correttamente i temi Bebop, ma anche per imparare qualche frase da implementare nei tuoi soli. Infatti, il fatto di trasportarli ti permetterà di imparare questi temi e di interiorizzarli.

Il secondo punto sono le triadi e le tetradi. E’ importante sapere queste al piano per capire la loro sonorità, per sapere quali note vanno all’interno di un determinato accordo e per creare i tuoi primi accompagnamenti. Sapendo queste ti sarà più facile affrontare i voicings contenenti più note.

Come terzo e ultimo punto ho messo “impara le improvvisazioni del tuo pianista preferito”. Imparandole prenderai confidenza con il suo linguaggio e con le sue sonorità, da riproporre poi nei tuoi assoli. Per fare questo, impara il solo senza doverlo trascrivere su carta cosi che ti rimarrà impresso a mente. Se il solo è troppo veloce ti consiglio di utilizzare un programma per rallentare la velocità del file audio.

Questi tre punti sono le prime cose che devi fare per studiare il pianoforte Jazz da zero. Potrai poi proseguire i tuoi studi con percorsi più mirati come “Jazz da Zero” e “Comping Facile” per ottenere una maggiore padronanza del linguaggio jazzistico.

Tutto questo però non basta! Ci sono però degli ingredienti che devi avere nella tua “attitudine” da studente di jazz per poter ottenere i risultati sperati. Andiamo a vedere questi nel prossimo paragrafo.

Studiare Jazz: gli ingredienti necessari

Ora che hai capito come e cosa devi studiare per iniziare il tuo percorso nel mondo del pianoforte jazz, adesso devi capire come comportarti per ottenere risultati in modo continuo e duraturo.

I tre ingredienti principali sono:

  1. Pazienza
  2. Costanza
  3. Voglia di mettersi in gioco

Per prima cosa devi avere pazienza. Sembra banale dirlo, ma molti ex-studenti di jazz che conosco si sono fermati per la mancanza di questi. Se solo avessero appeso qualche settimana e qualche lezione, i risultati prima o poi sarebbero arrivati. Di questo ne sono sicuro.

Oltre alla pazienza ci vuole anche costanza. Pazientare prima di avere risultati è bene, sempre a patto di praticare nel mentre.

Come hai già letto più volte in questo articolo, bisogna praticare un qualsiasi elemento per interiorizzarlo e farlo diventare spontaneo.

Terza cosa, la voglia di mettersi in gioco. Questa è l’ “osso duro” per tutti gli studenti che hanno appena iniziato a suonare jazz. Di solito consiglio ai miei studenti di crearsi una propria band con la quale suonare, studiare materiale nuovo ed ottenere nuovi spunti musicali. Questo è importante per “salire di livello” e, soprattutto, per divertirsi suonando questo genere musicale!

“Ma io ho poco tempo per fare tutte queste cose. Ho solo 10 minuti al giorno!”.

Se questo è il tuo problema, vediamo come risolverlo nel prossimo paragrafo.

Studiare Jazz con poco tempo

Molti studenti credono che avere poco tempo a disposizione sia una limitazione e che, proprio per questo motivo, non riescono ad ottenere i risultati sperati.

La verità invece è che semplicemente non conoscono il modo per riuscire ad ottenerli nonstante il loro poco tempo a disposizione.

La domanda, infatti, che dovresti porti è: “come faccio, con il mio poco tempo a disposizione, a studiare e ad ottenere risultati?”

La risposta è molto semplice: puoi studiare un singolo elemento in quei 10 minuti di tempo. Per fare questo dovrai porti un obiettivo chiaro, facilmente raggiungibile in quei breve arco di tempo.

Un obiettivo realista non è “voglio suonare la B di questo brano come Herbie Hancock”. Una cosa che puoi raggiungere più facilmente è: “ho notato che quando improvviso non inizio mai le frasi sul levare del due. In questi 10 minuti a mia disposizione inizierò ogni frase sul levare del due”. Questo è un obiettivo facilmente raggiungibile che mira a colmare una lacuna presente nel tuo modo di suonare.

La stessa cosa la puoi fare con i voicings, con gli accordi, con le improvvisazioni e quant’altro.

La cosa importante è:

  • Capire la natura del problema, in modo da studiare quello che non sappiamo fare (e non quello che sappiamo fare benissimo)
  • Definire l’obiettivo per capire se lo abbiamo raggiunto alla fine della nostra sessione di studio.

Con questo approccio ben presto vedrai risultati nel tuo playing.

“Fortunatamente, però, questo non è il mio caso. Io ho tanto tempo a disposizione”.

Molti pensano che avere più tempo a disposizione sia un vantaggio rispetto a chi ne ha meno. Per quanto riguarda la mia esperienza, invece, ho ottenuto più risultati quando avevo meno tempo a disposizione rispetto a quando avevo la possibilità di studiare per ore e ore. Per la preparazione del mio ultimo disco, il tempo per studiare i vari brani è stato veramente poco. Seguendo questo approccio sono riuscito a studiare i miei nove brani autografi e portare a casa il lavoro, ottenendo un risultato artisticamente soddisfacente. Puoi vedere una piccola preview di questo cliccando qui >>

Ritornando a noi, nel caso tu avessi tanto tempo a disposizione puoi sempre dividere questo in varie parti per poter studiare vari argomenti, sempre “limitando” il tuo obiettivo come visto sopra. Solamente cosi avresti un vantaggio rispetto a chi ha meno tempo. Purtroppo però, la maggior parte delle persone (me compreso) tende a spendere il proprio tempo meno efficacemente quando ne ha molto, rispetto a quando ne ha poco.

Hai capito bene: avere meno tempo, quindi, è un vantaggio… a patto che tu abbia un sistema di studio efficace!

Studiare Jazz: bisogna iscriversi in conservatorio?

“Il mio lavoro mi da un certo tipo di flessibilità, dandomi cosi la possibilità di iscrivermi al conservatorio per frequentare il triennio jazz. Ne vale la pena?”

Dipende qual è il tuo obiettivo. Come ogni scelta, anche qui abbiamo i pro e i contro. Iscriverti al conservatorio ti darà la possibilità di incontrare altri musicisti per fare pratica suonando, oltre ad essere seguito da vari insegnanti.

Come ogni percorso di studi, però, questo avrà delle consegne e delle scadenze da rispettare, cosi come degli esami da passare per poter accedere ai corsi successivi.

Ad ogni modo, però, ricordati che il Conservatorio non è un posto dove poter avere la “pappa pronta”. Infatti, come un qualsiasi percorso universitario, sarai tu a doverti organizzare per prove e quant’altro. Per cui, pensaci bene a cosa vuoi ottenere e se, per te, è importante avere il famoso “pezzo di carta”.

Conclusioni

Come hai visto in questo articolo, avere il giusto approccio per lo studio del jazz è più complesso di quanto si pensi, proprio perchè articolato in varie parti. Ora sai che non è solo importante il cosa e come studiarlo ma anche l’approccio mentale che bisogna avere per ottenere risultati duraturi.  

A questo punto non ti resta che applicare i concetti esposti in questo articolo per poter ottenere risultati nel tuo playing, anche con solo 10 minuti di tempo a disposizione.  Se invece hai già passato la tua fase iniziale nello studio del jazz, allora ti consiglio di approfondire il tuo percorso con i corsi di PianforteJazz.it che puoi trovare qui >>.

FAQ

Come si studia uno standard jazz?

Per studiare uno standard Jazz hai bisogno di un metodo per poter ottenere risultati senza spendere troppo tempo. A riguardo, puoi consultare questo articolo che ti spiega passo-passo come studiare uno standard jazz.

Come studiare l’improvvisazione jazz?

Sebbene improvvisare implichi la creazione estemporanea di idee musicali, questo è il risultato di uno studio approfondito che viene a priori. Infatti, l’improvvisazione è una sorta di inganno che devi conoscere per comprendere a pieno la natura dell’improvvisazione. Clicca qui per capire meglio di cosa si tratta >>

Quali tipi di scale si usano per il jazz?

Nel jazz viene utilizzato il sistema scala-accordo per collegare ad ogni accordo una determinata scala. Sebbene questo approccio è molto semplicistico, ti consiglio di utilizzare questo per avere un punto di riferimento nelle note da utilizzare durante i tuoi soli. In più, ogni artista utilizzate determinate scale sopra determinati accordi che lo rendono unico rispetto ad altri. Per questo è molto importante studiare e analizzare le trascrizioni dei grandi.

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Luca Ridolfo è un pianista jazz italiano, attivo nella didattica da più di dieci anni.  Con pianofortejazz.it vuole rendere lo studio del Jazz alla portata di tutti con contenuti chiari e pratici.
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